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  Copertino, castello
Comune:
Copertino
Oggetto:
castello
Indirizzo:
largo Castello
Proprietà:
Statale
Orari di apertura:
8.00 - 13.00
Biglietto:
€ 2,00; € 1,00 dai 18 ai 25 anni; gratuito per i minori di 18 anni e per gli over 65 anni
Info:
biglietteria del castello tel.: +39 0832 931612
Storia:
La fortificazione rientra nel programma di ristrutturazione militare del regno voluto da Carlo I d’Angiò con editto emanato nel maggio del 1274 da Brindisi. I lavori vengono eseguiti sotto Gualtieri di Brienne, che riorganizza la vecchia difesa con una serie di vani disposti su due livelli (il “castello vecchio”). Nel 1419 Maria D’Enghein da in dote il feudo alla figlia Caterina Orsini, in occasione con le nozze con Tristano Chiaromonte. Successivamente passa alla figlia Sancia (moglie del duca di Andria, Francesco Del Balzo) e alla nipote Isabella, che lo porta in dote al marito Federico D’Aragona. Divenuto re Federico D’Aragona, dona Copertino ai Castriota Scamdemberg, principi d’Albania. In base alla politica espansionistica del re Carlo V, tutte le fortezze vengono sottratte alle autorità locali, per passare sotto il controllo del Regio Demanio, in modo da organizzare un efficiente sistema di difesa territoriale.
Per tale motivo nel 1535 il marchese di Atripalda, Alfonso Granai Castriota, incarica l’architetto militare Evangelista Menga di ammodernare l’intera opera. Dal 1553 al 1557, estintosi il ramo dei Castriota, il castello ritorna di proprietà del Regio Demanio e, da Filippo I, viene affidato al governatore spagnolo Don Fernando de Bolea, sostituito nel 1557 da Bartolomeo Diez. Avendo perso il suo carattere difensivo, sempre nel 1557, il castello viene venduto agli Squarciafico (genovesi operanti in Terra d’Otranto). Alla morte di Giulio Cesare Squarciafico, nel 1558, la contea passa alla sorella Livia, sposa del duca di Aceranza, Galeazzo Pinelli. Successivamente il castello passa ai Pignatelli e infine ai Granito Belmonte. Dichiarato monumento nazionale nel 1885, il castello viene acquistato dallo Stato nel 1956.
L’imponente costruzione, con impianto quadrangolare ai cui vertici si innestano quattro possenti bastioni a lancia, attrezzati per la difesa di fiancheggiamento, viene realizzata in carparo giustapposto a secco, poggiante direttamente sulla roccia. Si conserva il fossato difensivo.
Da vedere:
Percorso il ponte di pietra si giunge davanti al portale d’ingresso. La ricca decorazione e la sua tipologia (arco ribassato superiore e portale sottostante trabeato e arretrato) richiama il concetto del portale arco trionfale di ascendenza napoletana. Tra le varie decorazioni spiccano i rilievi celebrativi riferibili alle vittorie di Alfonso Castriota sui Francesi ed i medaglioni a rilievo dei signori di Copertino. Attraverso il portale si accede nell’androne voltato, caratterizzato da un percorso a “baionetta” per assicurare una maggiore difesa. Sulla sinistra è l’accesso al mastio angioino e la casamatta del bastione di Sud – Est (attuale biglietteria). Sulla destra è il portale rinascimentale d’accesso alla cappella di San Marco (poi dedicata a Santa Maria Assunta).
La cappella di famiglia degli Squarciafico, viene realizzata trasformando un piccolo ambiente con funzioni difensive. L’interno, completamente affrescato dal pittore manierista copertinese Gianserio Strafella, presenta entro una partitura architettonica dipinta in finti marmi, le raffigurazioni dei Santi Caterina d’Alessandria, Sebastiano e Giacomo di Compostela; sulla volta raffigurazioni dei Quattro Evangelisti, alcuni episodi del Vecchio e Nuovo Testamento; i due sarcofagi di Umberto e Stefano Squarciafico sono opera del gallipolino Lupo Antonio Russo; sull’altare è la tela raffigurante Santa Maria Assunta fra Santi, attribuita ad Angelo da Copertino.
Nel cortile interno, a pianta di trapezio irregolare, si affacciano a più livelli, i resti della precedente fortificazione. A sinistra è l’accesso alle gallerie (ora adibite a spazi espositivi), imponenti ambienti di collegamento ai bastioni. Due degli accessi ai bastioni presentano affreschi raffiguranti i Santi Nicola e Michele. Alla sinistra del cortile si trovano il pozzo e il portico del Palazzo Pignatelli. Sul lato opposto è l’ingresso al <<salone angioino>> (sala convegni). Dal cortile, percorrendo un’ampia scalinata scoperta, si accede al piano superiore (<<palazzo vecchio>>). A metà rampa si trova la cappella della Maddalena, con resti di affreschi databili al XIV secolo.
Approfondimenti: