Vaste, frazione di Poggiardo, Museo Archeologico della Civiltà MessapicaComune:
Poggiardo, frazioneVaste
Oggetto:
Museo Archeologico della Civiltà Messapica
Indirizzo:
palazzo baronale, piazza Dante
Proprietà:
pubblica
Orari di apertura:
9.00 - 12.00; 16.00 - 19.00; chiuso lunedì
Biglietto:
intero: 4.13; ridotto: 1.03; comitive costituite da almeno 20 unità: 2.07 (costo del biglietto relativo alla fruizione dellintero sistema dei beni culturali di Poggiardo e Vaste)
Info:
tel./fax +39 0836 904350; +39 0836 909812; 329 4483076.Per le visite guidate rivolgersi a: Cooperativa Servizi turistici Penelope 2000; tel.: + 39 0836 909811
Storia:
Il palazzo baronale di Vaste viene costruito intorno alla prima metà del XV secolo, quando viene realizzato un primo palazzo residenziale, posto nellangolo Sud Ovest della cinta muraria. Nella seconda metà del XV secolo il feudatario Ottavio dei Falconi fa eseguire dei lavori di ampliamento sul lato Nord. Viene realizzato uno spazio semi-aperto al pianterreno e al di sopra di esso, e ad un vano quadrato nellangolo Nord Est viene affiancato un ambiente rettangolare. Ad esso si accedeva attraverso una porta identificabile come ingresso principale al palazzo. Nel XVI secolo sono svolti altri lavori di ampliamento che fanno estendere il palazzo al di fuori della cinta muraria.
Da vedere:
Allingresso del museo unarea è allestita per proiettare la ricostruzione virtuale della storia di Vaste e del suo territorio. Il percorso espositivo si articola in ordine cronologico dai luoghi di culto di età arcaica ed ellenistica, ricostruiti nelle prime sale, fino al Medioevo. Sono custoditi i reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici effettuati nel territorio di Vaste: ricchi corredi delle tombe a sarcofago, crateri, bacili, strigili, nonché le tipiche "trozzelle" a decorazione geometrica o floreale delle sepolture femminili; elementi architettonici, tra i quali spicca un capitello decorato a rosette, parte d'una colonna funeraria.
Pregevoli sono il "tesoretto monetale", costituito da 150 stateri d'argento fior di conio, e le 17 "tesserae lusoriae" in avorio, raro strumento ludico di età romana. Il tesoretto monetale, consistente in 150 stateri dargento, deposto allinterno di un olpe di bronzo, è sintomo del periodo di travagli che attraversa Vaste, ed è una prova della presenza di gruppi aristocratici nellarea e dei drammatici avvenimenti che segnano labbandono dellabitato al momento della conquista romana. La consistenza numerica delle monete, per lo più di Taranto, ma anche di Thurii ed Eraclea, battute in un arco di tempo compreso fra il 281 e il 235 a.C. e occultate dal proprietario dopo il 235, fa pensare alla situazione di instabilità che attraversò Vaste in età romana.
Le tessere lusoriae sono il gioco delloca dellantichità. In osso, sono state trovate in un contesto databile probabilmente alla metà seconda metà del II secolo a.C. Ciascuna presenta iscritto su un verso un appellativo in lingua latina con connotazione positiva o negativa -, sullaltro un numero romano. Ai numeri bassi sono associati epiteti ingiuriosi, che diventano più benevoli man mano che aumenta il valore numerale.
Pregevoli sono il "tesoretto monetale", costituito da 150 stateri d'argento fior di conio, e le 17 "tesserae lusoriae" in avorio, raro strumento ludico di età romana. Il tesoretto monetale, consistente in 150 stateri dargento, deposto allinterno di un olpe di bronzo, è sintomo del periodo di travagli che attraversa Vaste, ed è una prova della presenza di gruppi aristocratici nellarea e dei drammatici avvenimenti che segnano labbandono dellabitato al momento della conquista romana. La consistenza numerica delle monete, per lo più di Taranto, ma anche di Thurii ed Eraclea, battute in un arco di tempo compreso fra il 281 e il 235 a.C. e occultate dal proprietario dopo il 235, fa pensare alla situazione di instabilità che attraversò Vaste in età romana.
Le tessere lusoriae sono il gioco delloca dellantichità. In osso, sono state trovate in un contesto databile probabilmente alla metà seconda metà del II secolo a.C. Ciascuna presenta iscritto su un verso un appellativo in lingua latina con connotazione positiva o negativa -, sullaltro un numero romano. Ai numeri bassi sono associati epiteti ingiuriosi, che diventano più benevoli man mano che aumenta il valore numerale.
Approfondimenti:


